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| UN TEMPO SONO STATO LUPO, animale per me Re della Natura tanto come un Dio. Ho vissuto come un lupo e sono stati i momenti più alti del mio essere. Ho vissuto con semplicità e freddezza. Ma sarebbe troppo per me vivere così per sempre. E allora ritorno ad essere umano discendente dalla scimmia. Forse non riuscirei a vivere tutta una vita da lupo. Ma certo è che solo in quei momenti mi sento degno della natura e della vita stessa. |
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LA COSA PIù importante è quello che rimane di te stesso quando i tuoi calcoli falliscono e la fortuna ti lasci solo con i tuoi poteri crudi. E spesso per me son stati dolori lancinanti. In mano mi son trovato aria fritta! Ma è stato un tesoro inestimabile ritrovarmi da solo, vivo e vegeto.
SE IO fossi stato lupo invece che scimmia, sarei stato un solitario. Succede, anche se raramente che un lupo lascia il proprio branco e si allontana nel bosco per non tornare mai più. Chissà perché certi lupi si comportano così. Forse son soggetti particolarmente asociali che differentemente dai lupi normali, non gradiscono la compagnia dei loro simili. Chi lo sa? Forse certi lupi pensano semplicemente che là fuori c’è un grande mondo e che sarebbe peccato non provare a vederlo tutto.
Ma forse non ha importanza il perché. Questo è, e basta! Succede nella Natura che certi lupi muoiono soli. Altri più fortunati, incontrano altri asociali e fantasiosi come loro e formano nuovi branchi. Questo è tutto. Buona Continuazione MaxSolinas
La Scultura, l’arte , sono il mezzo per capire e vivere L’Arte di Vivere, e trasformarla in vita d’ arte.
BELLUNO 2008
E’ il 3 di novembre .. ed in punta di piedi, così come farei nel bosco, entro a Belluno. Son passati 6 o 7 anni dall’ ultima volta. Da quando vivo a Cison di Valmarino, dal 2001, in città quasi non ci avevo più messo piede, se non sfiorandola percorrendo le strade che la circondano, e che portano a nord, verso le dolomiti, montagne di roccia potente e violenta. Quasi ogni giorno quelle strade per andarle a scalare.
Dopo 6-7 anni cedo all’invito di partecipare al concorso di scultura di S. Martino, dal 2 al 9 novembre. Mi chiedono se ho preferenze per la postazione. Mi è facile rispondere: desidero Alberi e Sole!
E mi ritrovo lunedì nel bel mezzo di Piazza dei Martiri, tra la scultura di Arnaldo Pomodoro e quelle di Augusto Murer, in una cornice stupenda di Cedri secolari e sole, nell’ atmosfera irripetibile dell’autunno. Bingo! Ho sempre detto di esser una persona fortunata.
Un altro autunno colorato ed emozionante, freddo e caldo alla stessa stregua, il quarantacinquesimo il mio, e da vivere a Belluno.
Mi guardo intorno, non mi guarda nessuno. Mi siedo sul tronco assegnatomi. E’ disteso e sa ancora di bosco e cieli di montagna..con questo gesto siam già amici.
Pazzesco, son seduto su un albero di Cirmolo in centro a Belluno, tra le mani ho il mio libro “In silenzio tra gli Alberi”, e sulle spalle il mio solito zaino. E son pronto a partire!
Che fortuna riuscire a concretizzare i sogni vivendoli ad occhi aperti!
In un attimo è Scultura, motosega, mazzetta che scandisce gli scalpelli al lavoro. Nell’ aria il profumo di resina invade tutta Belluno e attraverso il naso arriva ai polmoni e poi al cuore di chi sa “ascoltare”. Ed i bellunesi sanno ascoltare! Son ormai tanti anni che hanno imparato a farlo, ed i bambini di allora son ora i padri che portano i propri figli in questa fantastica atmosfera. Il miracolo si ripete ogni anno insieme all’autunno.
Quanta gente spettacolare ho incontrato. Si materializzavano davanti a me ogni volta che giravo lo sguardo, con un sorriso ricco di denti. E poi gli amici di allora, nessuno è cambiato. E le centinaia di bambini delle scuole, vocianti e chiassose, e poi silenziose ed attente, a bocca spalancata in attesa di risposte. Che meraviglia, che emozione.
Che settimana rorida di domande e complimenti, di sguardi distolti velocemente se mi giravo a guardarle, e di altri che lo sguardo me lo facevano abbassare a me.
E le più sorprendenti, le nonnine, argute e fiere approdavano alla mia transenna. Aspettavano di essere da sole per rifilarmi una serie di complimenti da farmi arrossire, a scompigliare le mie certezze. Fantastiche esordivano dicendo che sarebbero potute essere mia nonna. Eh, la sanno lunga le persone che han vissuto tanto, guai a noi sottovalutarle.
Son tornato a casa ieri sera. Ora son nella pace dei miei amati ed irrinunciabili silenzi. Solo i piccoli e familiari crepitii del fuoco di carpino nella stufa modulano questa antica atmosfera. Una piccola lampada illumina il tavolo, il foglio che lentamente diviene nero, e la mia mano che disegna rotondi arabeschi. Davanti al camino il piccolo cane nero Fritz si scalda le ormai vecchie ossa, rimembrando tanti anni da attore e protagonista insieme a me. Ai miei piedi, attaccato come resina al tronco la lupa Arja, Da pochi mesi con me sta imparando ad essere un po’ meno selvatica con le persone, e a capire che non esiste solo il bosco, e quando dico bosco io e lei ci intendiamo. Stiamo imparando insieme. Ci accomuna il fatto di essere nati ambedue in cattività! (I paparazzi ci hanno visto aggirarsi insieme nelle notti bellunesi tra le vie buie della città).
Son tornato ieri sera a casa. Ho dentro al cuore forte le voci, gli odori e le immagini di una Belluno ritrovata splendida dopo tanto tempo. Le vostre parole ed i sorrisi continueranno ad accompagnarmi per tanto tempo ancora in questo mio Viaggio in Silenzio. Ed io, maglia rigorosamente senza maniche, un grosso monile al collo, zaino in spalla, scarponi ai piedi ed intorno Acqua, Terra, Sole e la mia lupa Arja vi assicuro che ci rivedremo presto, e ne vedremo ancora delle belle, parola di MaxSolinas.
Grazie a Belluno
A presto MaxSolinas
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